Ma perché gli epidemiologi, in Italia, non possono andare in galera?

Lo so, il titolo è volutamente provocatorio, ma una questione si pone: perché se un medico sbaglia la diagnosi e ammazza il paziente (oppure, se un ingegnere sbaglia i calcoli di un ponte, e questo crolla) il professionista paga penalmente e civilmente e l’epidemiologo no? La questione, già discussa in un convegno, si direbbe completamente assente in questa emergenza, ma di fronte a colossali errori di “autorevoli” epidemiologi si pone.

Ad esempio, leggo in una intervista che un epidemiologo italiano, verosimilmente facendolo suo, ha consegnato al Consiglio Superiore di Sanità uno “studio” realizzato, a febbraio, dall’ormai famigerato prof. Neil Ferguson che prevedeva nel nostro Paese oltre mezzo milione di morti per Covid-19 se non fosse preso alcun provvedimento e “soltanto” 283 mila decessi applicando, come di fatto è stato fatto, il più rigido Lock Down. Altro autorevole studio, commissionato dall’Istituto superiore della sanità, che prevedeva, se si fosse allentato il lockdown, entro l’8 giugno, tra i vari scenari prospettati, un picco di 151mila ricoverati in terapia intensiva (per capirci il picco, in Italia, è stato il 3 aprile con 4068 ricoverati).

Si dirà, “… ma l’Epidemiologia non è ancora una scienza esatta. I modelli sono sempre insoddisfacenti …” e via discorrendo. OK! Ma allora se l’attendibilità di questi studi è, più o meno, quella degli oroscopi, che lo si dica chiaramente, magari facendoli precedere da questa precisazione ogni volta che i politici si trincerano dietro questi “studi” per le loro decisioni. Ad aggravare il problema è che, in Italia, durante l’emergenza COVID, ad orientare le decisioni dei governanti non c’è stato, come in molti altri paesi,  un solo e identificabile epidemiologo (coperto, spesso, da una fideiussione statale che gli copre gli aspetti civili, non certo penali, delle sue affermazioni), bensì una pletora di “esperti” i quali – nonostante l’Istituto superiore della sanità sia per legge l’unico consulente scientifico del Ministero della Salute – sono diventati consulenti dei nostri governanti e che, dopo aver chiesto e ottenuto l’immunità penale e civile, troneggiano in TV a dire tutto e il contrario di tutto.

Si, ma allora contro chi dovrebbe rivalersi – poniamo – una madre che ha visto il cui figlio con la mascherina stramazzare al suolo dopo una corsa di pochi metri o un imprenditore fallito per “disposizioni profilattiche” che non avevano alcun senso? Speriamo che qualcuno, tra i tanti onesti (e bravi) epidemiologi italiani, ci dia una risposta. Magari nei commenti su Facebook a questo post.

Francesco  Santoianni

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