Bambini che parlavano di clima alle Nazioni unite: perché non se li filava nessuno?

Conosciuta come “La bambina che zittì il Mondo per 6 minuti” anche Severn Suzuki, nel 1992 suscitò un mare di applausi alle Nazioni Unite dicendo, più o meno, le stesse cose (per Suzuki, il pericolo era il fantomatico “buco dell’ozono”) di Greta Thunberg. Ma già qualche tempo dopo, visto che non era cominciata ancora la guerra commerciale alla Cina, non se la filava più nessuno.

Sorte identica per un altro bambino applaudito all’ONU –  Felix Finkbeiner che proponeva di piantare miliardi di alberi per assorbire l’inquinamento. Idea meno balzana di quanto possa apparire a prima vista ma che, non facendo arricchire nessuno, scomparve dai media. Anche perché  allora non c’era la spaventosa crisi che attanaglia oggi l’economia capitalista e che si spera di risolvere spendendo circa 100.000 miliardi di dollari per “fermare il Climate Change”.

E così, oggi, fiato alle trombe per Greta Thunberg. Che per i suoi sponsor ha un “vantaggio”: ha la Sindrome di Asperger che, facendoci sentire “superiori a lei”, riesce a farci sentire in colpa.

Un marketing geniale, un successo planetario.

Francesco Santoianni

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