Mi si perdoni se parlo qui di faccende personali. Ma mi cadono le braccia davanti alle dichiarazioni di Roberto Fico – oggi, presidente della Giunta regionale della Campania e, da sempre, capo del Movimento Cinque Stelle in Campania – che ora, invece di proclamare lo Stato di Emergenza in Campania, invoca una legge speciale nazionale per l’emergenza bradisismo nei Campi Flegrei. Il tutto senza dire una parola sul contributo che egli stesso diede all’affossamento del Disegno di Legge 1606/2014 – nato, emendato e approvato nel Movimento Cinque Stelle – Programma straordinario di interventi per la mitigazione del rischio vulcanico e urgenti misure per la pianificazione di Protezione civile nell’area flegrea e vesuviana ; Disegno di legge che, aveva raccolto anche le firme di numerosi senatori di quasi tutti i partiti e che, se avesse ottenuto anche il sostegno dei 53 senatori del Movimento Cinque Stelle, avrebbe avuto concrete possibilità di diventare legge da almeno dieci anni, realizzando così un’efficace sistema di emergenza, il diradamento della presenza antropica nelle aree a rischio (sulla scia del Progetto Vesuvìa) e la redazione e aggiornamento di piani di protezione civile degni di questo nome.
Ma perché fu affossato questo Disegno di legge?
Per comprenderlo bisogna soffermarsi su cosa era già diventato il Movimento Cinque Stelle nel 2013 con innumerevoli parlamentari diventati tali solo perché collocati in testa alle liste da “elezioni primarie” affollate da attivisti già diventati “clientes”. E in questo clima, segnato da guerre interne e dominato da un onnipotente Grillo e dai suoi pupilli, fui contattato da un senatore già in odore di eresia, il compianto Bartolomeo Pepe, che mi affidò prima l’organizzazione di un piccolo convegno sul rischio vulcanico e poi la redazione di un Disegno di legge.
Dopo averlo redatto, come era allora prassi nel Movimento Cinque Stelle, la bozza del Ddl fu pubblicata sul portale LEX (qui lo screenshoot ) per essere visionata e, eventualmente, emendata dagli iscritti.[i] Infine, nel marzo 2014 consegnai il testo del Ddl definitivamente approvato su LEX a Bartolomeo Pepe che, comunque, essendo stato espulso dal Movimento Cinque Stelle, mi espresse il suo pessimismo sull’esito che avrebbe conosciuto quel Ddl. Contattai allora Roberto Fico e altri esponenti campani del Movimento Cinque Stelle per chiedere che tutto il lavoro svolto e il Ddl non fosse inficiato da quella espulsione ma ricevetti un netto rifiuto [ii] mentre si diffondevano accuse contro Bartolomeo Pepe davvero deliranti. E così, ritirate le firme precedentemente apposte da numerosi parlamentari cinquestelle, quello che ritengo sia stato il Disegno di legge più attentamente discusso nel Movimento Cinque Stelle è decaduto con la fine della legislatura.
Sic transit gloria mundi.
[i] Per favorire ulteriormente la discussione su questo Ddl, ho anche svolto circa 20 riunioni (promosse anche con la diffusione di un videoclip che avevo realizzato) nei vari meet-up disseminati nell’area flegrea e vesuviana.
[ii] Anni dopo tentai di coinvolgere un valente vulcanologo diventato parlamentare Cinque Stelle nel 2018, Franco Ortolani, che, già mi aveva dato una mano nella stesura del Ddl e che, purtroppo, morì nel 2019.
Francesco Santoianni
P.S. Ho leggermente modificato l’articolo iniziale apponendo la dicitura “il compianto” davanti a Bartolomeo Pepe. Un eclettico attivista Cinque Stelle che si faceva volere bene.
Articolo già pubblicato in www.disastermanagement.it












