Ma perché oggi tutti commemorano (la spia) Giordano Bruno?

Davvero curiosa questa valanga di commemorazioni di Giordano Bruno (morto sul rogo il 17 febbraio del 1600, non del 1620) in questi giorni diventato hashtag di tendenza, oggetto di innumerevoli post su Facebook ed eventi (ad esempio, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui…)  E, a Napoli, anche murales  con la faccia dell’indimenticabile Gian Maria Volontè.

Ma perché tanto interesse? Sostanzialmente perché, considerato che, in Italia, la Storia (per non parlare della Filosofia) non interessa quasi a nessuno, ognuno, in questi tempi confusi, pretende di trovare nella vita e nella morte di Giordano Bruno un supporto alle proprie, spesso strampalate, convinzioni.

E se vi commiserano come “complottisti” sappiate che Giordano Bruno fu messo al rogo dall’Inquisizione, ufficialmente per eresia ma, segretamente, per punirlo di essere stato una spia al soldo di Elisabetta I, regina d’Inghilterra e fondatrice della Chiesa anglicana.

Insospettabile la fonte di questa rivelazione.

Francesco Santoianni

P.S.

Avendo ricevuto un numero inconsuetamente alto di commenti sui social, mi affretto a rispondere qui.

Come già scritto, questo mio piccolo articolo sulle numerose celebrazioni di Giordano Bruno voleva fondamentalmente evidenziare la confusione culturale dei tempi nei quali, in assenza di precise conoscenze e di strutturate ideologie, ci si aggrappa alle mode del momento. Ricordo, ad esempio, una rivalutazione del marchese de Sade, che, anni fa, tenne banco per mesi in una “sinistra” già allo sbando; mentre oggi, a proposito del mio piccolo articolo ricevo commenti apologetici su Giordano Bruno che si direbbero scritti da persone che su questo frate dominicano sanno solo quanto riportato nel film interpretato da Gian Maria Volontè.

E arriviamo alla faccenda “spia” che ho messo nel titolo, per rendere un po’ più intrigante l’eventuale lettura dell’articolo e che, come da me già scritto, potrebbe interessare coloro che (a torto o a ragione) sono commiserati come “complottisti”.

Intanto, tanto per rispondere a miei distratti detrattori,  l’ipotesi di Giordano Bruno spia degli anglicani non è stata avanzata né da Repubblica né dal famigerato Augias ma da uno storico considerato autorevole come John Bossy, professore di Storia all’università di York, che per scrivere il suo libro (che avevo letto, insieme ad altri sulla faida tra cattolici e anglicani, essendo appassionato di Storia dello spionaggio) “Giordano Bruno and the Embassy Affair (Yale University Press) ha esaminato per primo numerosi documenti originali.

Sapevo anche della polemica contro questo libro espressa in un articolo sul Corriere della Sera dal prof. Nuccio Ordine, ordinario di Letteratura italiana presso l’Università della Calabria; polemica che, francamente non mi ha convito, sia perché non mi risulta che il prof. Ordine abbia potuto riesaminare i suddetti documenti originali, sia perché ritengo inaccettabile quanto riferito, nell’articolo e cioè che l’ipotesi di Giordano Bruno spia degli anglicani rischia di rendere ben meritato l’atroce rogo di Campo de’ Fiori.

Così, ovviamente, almeno per quanto mi riguarda, non è.

F.S.

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