Sul “martirio” della senatrice Paola Nugnes

Sepolcri imbiancati? No, grazie. Prima della sua elezione (e rielezione) a senatrice, non ho mai letto o sentito una qualche dichiarazione di Paola Nugnes che condannasse le tante espulsioni che hanno scandito il declino del Meetup napoletano. Ora, autonominatasi ancella della democrazia nel Movimento Cinque Stelle, dopo la sua espulsione, parte alla carica con una iniziativa indetta da un fantomatico “Meetup Metro-napulitan” che si svolgerà, sabato 6 luglio alle 18, alla Cassa Armonica della Villa Comunale di Napoli.

Una trappola, credo sponsorizzata dal PD.

Delle tante sedi utilizzate dal M5S napoletano per le sue riunioni, la Cassa Armonica, in un pomeriggio di luglio, è quella che meno si presta ad una discussione pacata e approfondita. Rischia di essere, invece una bolgia nella quale, complice il posto e la rinnovata isteria generale pro e contro immigrati, piuttosto di discutere di proposte politiche diventerà occasione per il “martirio” (speriamo solo verbale) della senatrice Nugnes, debitamente ripreso da decine di fotoreporter e TV. Il giorno dopo, state pur certi, che gli appelli a di Maio affinché condanni questa “violenza fascista” riempiranno le pagine di Repubblica e di tutti gli schermi televisivi.

Spero, quindi che ci si limiti a chiedere alla Nugnes, ad esempio, quali siano le sue proposte politiche per arrestare la tragedia dei gommoni (“porti aperti”? 160.000 migranti economici accolti ogni anno, come propone la Bonino? Degna accoglienza per i rifugiati di guerra e immediata espulsione per tutti gli altri, come proponeva di Battista?) anche per permettere al Movimento Cinque Stelle di confrontarsi con queste. Gliel’ho chiesto pubblicamente su Facebook (a lei come alla senatrice Doriana Sarli) non ho avuto alcuna risposta.

Sarebbe, quindi il caso – invece di perdere tempo sui social o fare da coreografia per iniziative come quella alla Villa Comunale – porre questioni come queste in una Assemblea composta da attivisti Cinquestelle in carne e ossa (non già fantomatici “attivisti certificati” che nessuno ha visto mai). Una Assemblea nella quale, invece di chiacchierare, o ascoltare il leader di turno, si DECIDA e si VOTI un documento da portare all’esterno per chiedere, così, ad altri di aggregarsi. Così si creano i movimenti. Altro che plebisciti alla di Maio o ridicole congiure di palazzo per arraffare quello che ancora resta del Movimento Cinque Stelle.

Francesco Santoianni

Facebook Comments