Una Ross@ che nessuno vuole

Intendiamoci. Massima stima per Giorgio Cremaschi e per i compagni della Rete dei Comunisti (soprattutto i redattori dell’ottimo “Contropiano”). Ma non capisco proprio perché questi ultimi, invece di impegnarsi in una schietta campagna di proselitismo per la propria organizzazione, insistano, oramai da anni, nel tentativo di rifilare ad ogni costo il proprio brand “movimentista”: Ross@. Tra l’altro, rovinandosi la piazza; come quelle feste messe su per trovare marito ad una irrimediabile zitella. È ora la volta dell’ennesima “assemblea nazionale di Ross@” conclusasi con un documento così corposo che è qui improponibile analizzare in dettaglio. Ma di cui due punti possono essere rimarcati.

Innanzitutto nessuna seria spiegazione viene data del fallimento del Comitato NO Debito che, pur nascendo da una davvero entusiasmante assemblea al Teatro Iovinelli, invece di svilupparsi in autentici comitati territoriali (al pari di quelli che hanno fatto vincere i referendum sull’acqua pubblica) è stato soppiantato da un fantomatico “Coordinamento nazionale” (un litigioso salotto di “vecchie glorie”) che ne ha decretato la fine.

Peggio ancora la questione della guerra che, per non creare troppi attriti nel salotto di cui sopra, era scomparsa, per anni, come parola d’ordine nelle mobilitazioni nazionali. E ora, invece di affrontare sciagurate posizioni politiche – come il perdurante sostegno ai “ribelli” siriani o la demonizzazione di quelli del Donbass, – verosimilmente nella speranza di reimbarcare Sinistra anticapitalista e il PCL , che fa Ross@? Propone di affrontare la questione guerra “evitando ogni tifoseria sui soggetti in campo”.
“Evitando ogni tifoseria sui soggetti in campo”? Ma stiamo scherzando?

 

Francesco Santoianni

(articolo già pubblicato nel 2014 nel sito http://pecorarossa.tumblr.com/

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