Contro le tifoserie nel Movimento Cinque Stelle

Lo so. Questo post, sicuramente, mi scatenerà contro le “vestali dello Spirito di Grillo” e magari anche qualche altro che crede che fare “attivismo” significhi starsene zitto e limitarsi ad appiccicare santini su Facebook; comunque alle “accuse” sul mio sostegno elettorale a de Magistris o sul DDL Piano Vesuvio-Campi Flegrei ci ho fatto il callo. E, allora, andiamo avanti e parliamo della (speriamo) imminente assemblea regionale del Movimento Cinque Stelle. Mi auguro che non sia uno scontro tra tifoserie (“pro” o “contro” Bartolomeo Pepe o Roberto Fico) ma che affronti i nodi politici che, tra l’altro, hanno fatto precipitare i rapporti personali tra gli attivisti Cinque Stelle ai livelli di una sezione DC avellinese degli anni “80.

So di ripetermi (e, temo, di annoiarvi) ma la questione è sempre lo stessa. Nato come un gruppo di “seguaci di Grillo”, il Movimento Cinque Stelle avrebbe dovuto (e dovrebbe) strutturarsi. Insomma, un coordinatore temporaneo eletto per ogni gruppo cittadino, criteri per definire chi abbia diritto a votarlo, riunioni con voto palese per decidere e non solo per chiacchierare …. Il tutto per costruire uno strumento capace di aggregare, promuovere mobilitazioni, incidere sul territorio, attrarre nuovi militanti… Questo, com’è noto, non è stato fatto (“perchè, altrimenti diventiamo un partito” o perchè “non è questo lo Spirito del Movimento”) e così il pur ammirevole attivismo di tanti si è ridotto a mera testimonianza; ad esempio, continuando, ai gazebo, a  raccogliere firme (dovrebbero essere principalmente uno strumento per “reclutare” nuovi simpatizzanti) che già si sa finiranno in qualche cassetto o che saranno consegnate a qualche ente o Autorità che poi ci riderà in faccia. Il tutto sovrastato da una tenebrosa quantoinaffidabile “Rete” composta da “attivisti certificati” (dovrebbero essere 3.000 solo a Napoli) che decidono per tutti e che nessuno ha visto mai.

Nasce da questa atomizzazione, dalla constatazione di non potere decidere nulla, l’esigenza per molti attivisti di aggregarsi a qualche clan e la conseguente crisi che sta avvelenando il Movimento.

Vogliamo discutere anche di questo all’Assemblea regionale? O scateniamo le tifoserie?

Francesco Santoianni

(articolo già pubblicato nel 2014 nel sito http://pecorarossa.tumblr.com/

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