Dema, Potere al Popolo e la tragedia dei “movimenti invece dei partiti”

Forse è per i miei quarant’anni di “attivista comunista”, ma non ce la faccio più con chi, condannando il termine “partito”, mette su “movimenti” che diventano una accozzaglia di clan. Lo denunciavo (ovviamente, senza nessun risultato) quando bazzicavo il cosiddetto “Movimento Cinque Stelle”; lo rifaccio oggi davanti alle accuse (ad esempio, qui o qui)  rivolte a DEMA-de Magistris per non avere invitato alla sua  kermesse, Potere al Popolo: un altro sedicente “movimento” ferreamente diretto da chi, dopo aver imposto scelte suicide, ora, grazie ai maneggi nelle votazioni per lo Statuto, si trova diffidato dal Partito per la Rifondazione Comunista ad usare nome e simbolo.

Quindi, una scelta operata solo in nome della legalità, quella di DEMA-de Magistris? Forse, non lo sapremo mai; anche perché su questo punto non una parola è stata spesa nella kermesse di Roma. A dirla tutta, neanche una parola è stata spesa da DEMA su altre importanti questioni come, ad esempio, l’agghiacciante video dell’ex alleato di ferro per elezioni europee, Varoufakis o il programma elettorale per le elezioni europee. Nulla, assolutamente nulla, nell’indifferenza della platea. Del resto, che altro si poteva pretendere da un supino “movimento” quale DEMA (che si direbbe creato da de Magistris per appagare il suo narcisismo) che tollera che venga additato come “emissario di Putin” un iscritto, solo perché chiede chiarimenti sul rapporto con Inna Shevchenko o Benoit Hamon?

Morale della storia? “Movimenti” da portare in parlamento: no grazie. Voglio marpioni della politica (alla Mélenchon o Sarah Wagenknecht, per capirci) che sappiano intercettare, per forgiarli, gli umori del Paese. Non “gggiovani” che solo per aver dato qualche volantino si ostinano ad immolarsi compiacendosi del loro 0,01%. Insomma, voglio un partito. Con tanto di dirigenti democraticamente eletti, non “vecchie glorie” alla spasmodica ricerca di gonzi da abbindolare. Un partito, con maggioranze e minoranze; con militanti, non fedeli; con un programma politico, non il biascicamento della Costituzione.

Ricerca vana? Al momento, si direbbe di sì. Comunque, continuo a cercare.

Francesco Santoianni

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