Salvini, di Maio e la guerra alla Siria

Una (sparuta) manifestazione dei Centri sociali osannata in Home Page su Repubblica, Corriere e la Stampa? Si, se la protesta è contro il, non ancora costituito, governo Di Maio-Salvini, già sotto un fuoco di accuse profferite da personaggi quali de Benedetti, Scalfari e – dulcis in fundo – Domenico de Masi (dalle pagine del “quotidiano comunista” Il Manifesto).  Su Facebook, poi, la crociata assume toni grotteschi, con post di tanti esponenti della “sinistra antagonista” che già prefigurano un imminente “fascismo”.  A quando i loro appelli a raggiungere le montagne per cominciare, da lì, una nuova “Resistenza”?

Ma torniamo con i piedi per terra.

Intanto, qualche dato statistico. Secondo una indagine dell’Istituto Cattaneo, dei circa 12 milioni di elettori Cinque Stelle,  il 45 per cento è di “sinistra”, il 25 di “destra”, il 30 “fluttuante”. Ha votato per loro il 37 per cento degli insegnanti, il 37 degli operai, il 38 dei disoccupati e il 41 dei dipendenti della pubblica amministrazione. Li ha votati un iscritto della Cgil su tre e 2milioni di ex elettori del Pd.

Altrettanto interessante questa analisi della base elettorale della Lista Noi con Salvini. Che non è, come comunemente si crede, cementata dal “razzismo” ma, prevalentemente,  da iniziative quali la richiesta (ovviamente, bocciata dalla Corte Costituzionale) di un referendum contro la legge Fornero, o dall’appoggio dato alle, forse, uniche mobilitazioni di massa degli ultimi anni (ovviamente ignorate dalla “sinistra antagonista”): quella contro il Decreto Lorenzin e quella dei tassisti.

Insomma, si tratta di due formazioni che basano la loro forza, non già – come i precedenti governi – sui poteri forti dell’Unione Europea e sui loro media, ma sul consenso politico che hanno saputo conquistare in vasti strati della popolazione. E, soprattutto sulle speranze che hanno saputo suscitare. E pensare di sconfiggerle a suon di “Bella Ciao” o con sfilate quali quella di Macerata è una patetica illusione.

Meglio sfidarle a mantenere gli impegni che hanno promesso di mantenere. Impegni, tra l’altro, incompatibili con le ferree direttive dell’Unione Europea della NATO. L’elenco sarebbe lunghissimo, cito qui solo uno che SOLTANTO  i Cinque Stelle e la Lista Noi con Salvini (vedi qui, qui, qui…) hanno chiesto in passato: la fine delle sanzioni alla Siria. Vi sembra fuorviante? A me no, considerato che quelle sanzioni, oltre ad alimentare la guerra alla Siria (già 400.000 morti) stanno provocando una catastrofe umanitaria simile a quella provocata in Iraq.

Già immagino i sarcastici commenti: “ Ma che fai? Ti affidi a Salvini e a Di Maio per fermare la guerra alla Siria?” E a quali altre forze politiche bisognerebbe rivolgersi? Al PD? A LEU? Ai tanti centri sociali?….  che, fino ad ora, la guerra alla Siria l’hanno appoggiata?  Certo, per i tanti italiani gettati sul lastrico dalle privatizzazioni, dal Job Acts, dalla Legge Fornero… le priorità sono ben altre e spero che, ben presto, si trasformino in movimenti che riempiano le piazze. Ma la guerra alla Siria continua.  Perché non tentare di fermarla, anche rimuovendo le sanzioni?

 Continuate a seguirci: a breve le prossime iniziative del Comitato contro le Sanzioni alla Siria.

 

Francesco Santoianni

 

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