Potere al Popolo e la zita cuntignosa

Fino a qualche tempo fa, ero deciso a dare il voto al Movimento 5 stelle, sopratutto per la sua capacità di suscitare nella gente attese capaci di innescare, se non una rivoluzione, almeno poderosi movimenti di massa. Ora mi intriga Potere al Popolo, fondato da compagni che,  nonostante la loro autoreferenzialità,  si stanno dimostrando capaci di aggregare e mobilitare – oltre ai cascami della cosiddetta “sinistra antagonista” – anche ampi strati di gente finora sfiduciata e passiva.

E questo, nonostante il suo non eccelso programma che, in alcuni punti, si direbbe un minestrone traboccante di marginali proposte – messe qui e là – per non scontentare nessuna delle organizzazioni aderenti alla lista – ma clamorosamente privo di punti che avrebbero reso difficile l’adesione di organizzazioni quali Sinistra Anticapitalista, frange di Rifondazione, Genova City Strike…

E così, mentre il Programma si sofferma su obbiettivi che non si comprende come possano far presa sull’elettorato – come l’abolizione dell’ergastolo e del 41bis, o l’”accoglienza” per tutti i migranti economici, o quello che appare (si veda il punto 12 del Programma) come lo sdoganamento dell’”utero in affitto”… – la questione Guerra (che, da anni, mi vede impegnato) viene affrontata circoscrivendola a poca roba: rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO, rescissione di tutti i trattati militari, ritiro delle missioni militari allestero, riduzione delle spese militari, eliminazione degli ordigni nucleari e del MUOS dal nostro Paese).

Non una parola viene detta sulle sanzioni e la guerra alla Siria che il nostro governo promuove da anni, sull’attacco al Venezuela, sulla mattanza nel Donbass…e più in generale, sulla politica di accerchiamento militare alla Russia, Corea del Nord, Cina… “…Ma il pericolo di una imminente escalation militare e quindi di una Terza guerra mondiale non interessa l’elettorato”, affermano i cascami di cui sopra proiettando sull’elettorato il loro tabù,  nato nel 2011 dopo l’attacco alla Libia. Non è così per il Movimento 5 Stelle che – al di là delle ultime giravolte di Luigi di Maio – contro la guerra ha sempre portato avanti condivisibili battaglie, se non altro,  in Parlamento.

Si, ma allora che si vota il quattro marzo?

Considerando le aspettative che sta creando in molti, e l’attenzione che sta dimostrando nel tenere a bada le sue frange più guerrafondaie (si veda la correzione che ha imposto ad un davvero vergognoso post di Potere al Popolo – Siena) credo che, questa volta, voterò Potere al Popolo. A meno di qualche sua probabile sciocchezza, del tipo manifestazioni antifasciste (che già si paventano per la venuta di Salvini a Napoli o contro i presidi di Casa Pound) o altre iniziative susseguenti ad Armi di Distrazioni di Massa dettate dai mass media (si veda, ad esempio, qui, qui o qui, qui o qui ).

Concludendo, prevengo l’accusa di atteggiarmi a “Zita cuntignosa” (traduco per i non napoletani: chi, pateticamente, pretende qualcosa minacciando un suo diniego). Certo, il mio è solo un possibile voto in più, ma le elezioni si vincono così.

Francesco Santoianni

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