Siria, la fake news dei “forni crematori”. La foto del 2006 che i media non vi hanno mostrato

Ma non dovevano essere seppelliti in fosse comuni gli oltre cinquanta prigionieri “impiccati ogni giorno” nel carcere siriano di Saydnaya? Ce lo assicuravano, nel febbraio di quest’anno, i media di tutto il mondo mostrandoci foto aeree di ampliamenti di vari cimiteri nella periferia di Damasco. Poi qualcuno fece notare che uno di quegli ampliamenti riguardava il Cimitero monumentale dei Martiri, (l’ultimo posto dove un “regime” andrebbe a seppellire i propri oppositori) e che il Rapporto di Amnesty International, sul carcere era costellato da innumerevoli incongruenze. Considerazioni che, unite alle dichiarazioni di Nizar Nayouf (un indomito e onesto oppositore del governo di Assad che lo aveva imprigionato proprio a Saydnaya e che da tempo vive in Europa) fecero ben presto sgonfiare la bufala sul carcere di Saydnaya.

Che, in questi giorni, ritorna agli onori delle cronache con la pubblicazione, sui media di tutto il mondo, di “foto satellitari, appena desecretate” che attestano la costruzione, a ridosso del carcere, di un hitleriano forno crematorio utilizzato “per cancellare le prove dello sterminio ordinato da Assad”. Peccato che una foto satellitare scattata il 18 novembre 2006 (si veda la data in basso a destra ingrandita a riportata in alto nel riquadro rosso) e protetta da copyright di Google-Digital Globe nel 2008, inserita (a colori e ad alta risoluzione in questo articolo), mostri l’identico edificio, tra l’altro, privo di camini per disperdere i fumi.

Bastava, quindi, un semplicissimo controllo per accorgersi della bufala. Controllo che non è stato fatto dai tanti giornalisti, distratti o marchettari, che hanno divulgato la menzogna del “forno crematorio fatto costruire da Assad”. Buona anche per legittimare, nell’immaginario collettivo, i sempre più frequenti bombardamenti israeliani sulla Siria.

Francesco Santoianni

Articolo già pubblicato su L’Antidiplomatico

Ultim’ora: clamorosa rettifica del Dipartimento di Stato: “Nessun forno crematorio in Siria”

PS Altre documentazioni che attestano la preesistenza del “crematorio di Assad” (risalente a prima del 2011)

https://twitter.com/Gjoene/status/864179069016997889/photo/1

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