Il tormentone sul Sovranismo

La querelle tra presunti Rigattieri della Sinistra e inconsapevoli promotori del Piano Kalergi

Uno spettro agita i sonni della Sinistra Sushi&Spumantino: il cosiddetto Sovranismo che, dopo Trump e Brexit, avvinghierebbe non pochi attivisti No Global, già oggi infettati dal Populismo e quindi, domani, dal Rossobrunismo, Nazionalismo, Fascismo. Forti di questa convinzione, il 25 marzo a Roma, un migliaio di persone (tra cui – piange il cuore dirlo – i COBAS) hanno – insieme a Tsipras e altri Quisling – mestamente sfilato, in un corteo inneggiante alla “nostra Europa meticcia e migrante” in evidente contrapposizione al corteo Eurostop capitanato da Giorgio Cremaschi additato, appunto, come “sovranista”.

Ma che cos’è questo bieco Sovranismo? Sostanzialmente, un tentativo di aggregare su valori e obbiettivi oggi considerati obsoleti, sopratutto da chi, ormai, i valori e gli obbiettivi se li fa dettare da “Repubblica” (vedi: “Antirazzismo”, “Primavere colorate”, guerre umanitarie”, “superamento dei confini”, “lotta al femminicidio”, utero in affitto…). Per capirne di più, vale la pena di dare un’occhiata ad un, ormai celebre, articolo nel quale, parlando di Eurostop (garbatamente definito “circo social-nazionalista”), si condensa tutto il livore contro il Sovranismo e, sopratutto, contro il suo “feticcio”: la Costituzione (”fondata sulla Resistenza” ecc. ecc….). Costituzione – guarda caso – da abolire secondo i dettami dei banchieri della JP Morgan. E stessa convergenza (pur abbellita da una roboante terminologia simil-marxista) per quanto riguarda l’auspicata scomparsa degli stati e del concetto di “sovranità democratica e popolare”.

Si, ma, allora, cosa proporre per superare la querelle tra i presunti rigattieri della Sinistra e gli inconsapevoli fautori del tenebroso Piano Kalergi? Troppo lungo sarebbe il discorso, lo sviluppiamo un’altra volta.

Francesco Santoianni

 

Questo articolo è stato pubblicato sulla Rubrica “I Media alla Guerra” del sito www.lantidplomatico.it

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